Il borgo di Gromo e le montagne orobiche
Il campanile sommerso nel lago di Resia
Cervo e il mare del Ponente ligure

L’Italia autenticaè una strada.

Percorsi scenografici giorno per giorno tra borghi incantevoli, soste lente e bellezza diffusa.

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Montefiore Conca dall’alto

Non una destinazione. Una strada.

La rete ufficiale delle strade italiane cresce verso le 100: itinerari on the road, panorami e paesaggi indimenticabili, piccoli centri storici, turismo rurale, roadbook GPS e assistenza locale.

Itinerari giorno per giorno

Percorsi con tempi di percorrenza verificati, alberghi diffusi e autentiche esperienze territoriali già selezionate.

La Strada dei Ciclamini

Dal lago d’Iseo alla Val Camonica

La Strada dei Ciclamini sale da Lovere, dalle acque del lago d’Iseo, per inoltrarsi nelle valli prealpine bergamasche e bresciane fino alla Val Camonica. Il tracciato attraversa la Val Seriana a Clusone e Gromo, supera il Passo della Presolana (1.297 m), scende in Val di Scalve e risale verso Borno, Lozio, Breno e Bienno. Lungo il percorso si alternano borghi di pietra e di fucine, come Gromo e Bienno, chiese affrescate, piazze medievali e un paesaggio di pascoli, faggete e abetaie, che fa da cornice al Parco delle Orobie Bergamasche, al Parco dell’Adamello e alla Foresta regionale della Valle di Scalve. Le deviazioni verso Schilpario, la Via Mala e Angolo Terme aggiungono gole, miniere e acque termali. Formaggi di malga, salumi e vini del lago, insieme a una ricettività diffusa tra alberghi di valle, agriturismi e case di borgo, sostengono un turismo lento, che vive anche fuori stagione, tra escursionismo estivo e sport invernali. È un itinerario di montagna che parte da un lago e ne conserva, nel respiro, la luce.

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (meglio a pedalata assistita per la Presolana); a piedi nei sentieri e nelle deviazioni

TracciatoLovere – Sovere – Clusone – Gromo – (ritorno a Clusone via Ardesio) – Castione della Presolana – Passo della Presolana – Colere – (deviazione Val di Scalve – Schilpario) – Dezzo (deviazione Via Mala – Angolo Terme) – Borno – Lozio – Breno – Bienno

  • 3 giorni / 2 notti
  • 112 km
  • Montagna e Prealpi
  • In autoIn motoIn biciA piedi

La Strada dei Passi

Dal Passo Resia al Passo dello Stelvio

La Strada dei Passi collega i due valichi che aprono e chiudono l’Alta Val Venosta: il Passo Resia (1.507 m), al confine con l’Austria, e il Passo dello Stelvio (2.757 m), tra i più alti d’Europa. In 73 km il paesaggio passa dal campanile sommerso di Curon, nel lago di Resia, ai frutteti e ai prati di Burgusio, con l’abbazia benedettina di Monte Maria, e di Glorenza, città murata del Cinquecento, fino agli ultimi tornanti di Trafoi e al Parco Nazionale dello Stelvio. Le deviazioni aprono le valli laterali (Vallelunga, Slingia, Mazia, Solda), il castello di Coira a Sluderno e la Val Monastero con l’abbazia carolingia di Müstair. Il percorso è una sequenza di borghi di confine, abbazie, castelli e masi, dove rogge antiche, campi di segale e frutteti raccontano una civiltà alpina ancora leggibile. Speck, pane di segale, formaggi di malga e mele della Val Venosta, con un’ospitalità capillare fra masi, pensioni e rifugi, rendono l’esperienza piena da tarda primavera all’autunno, quando i valichi sono aperti. È una strada che si fa salendo e si capisce arrivando.

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (classico itinerario ciclistico, anche a pedalata assistita); a piedi lungo le rogge (Waalwege) e nelle valli laterali

TracciatoPasso Resia – Resia – Curon Venosta (deviazione Vallelunga) – San Valentino alla Muta – Burgusio (deviazione Valle di Slingia e Alpi della Val Mustair) – Laudes (deviazione Val Monastero) – Tarces (deviazione Sluderno – Castel Coira e Val di Mazia) – Glorenza – Montechiaro – Prato allo Stelvio – Stelvio – Gomagoi (deviazione Val di Solda) – Trafoi – Passo dello Stelvio

  • 3 giorni / 2 notti
  • 73 km
  • Montagna alpina
  • In autoIn motoIn biciA piedi

La Strada del Montefeltro e dei Malatesta

Dalla Valmarecchia alla Valconca

La Strada del Montefeltro e dei Malatesta attraversa, in 150 km, il confine storico tra due casati e due versanti: dai boschi del Monte Carpegna e del Sasso Simone, dominio dei Montefeltro, alla Valmarecchia e alla Valconca, terre dei Malatesta, fino a Gradara, alle porte del mare. Tra rocche, pievi e conventi come Montefiorentino, il percorso tocca San Leo, con la fortezza sul suo masso di roccia, Verucchio, Pietrarubbia, Montefiore Conca, Mondaino, Montegridolfo e Saludecio, e include la Repubblica di San Marino, borgo ospite internazionale, con il Monte Titano. Il paesaggio è fatto di colline di arenaria, boschi di querce e faggi e aree protette come il Parco regionale del Sasso Simone e Simoncello e la Riserva di Onferno. La tavola ne ripete la varietà: prosciutto di Carpegna, tartufo, formaggi e vini dei colli. La fitta rete di borghi fortificati rende il percorso adatto a soggiorni lenti in ogni stagione, e la sua lunghezza ne suggerisce una lettura a tappe, tra castelli che si guardano da una vetta all’altra.

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (percorso impegnativo, consigliata la pedalata assistita); a piedi nei sentieri dei parchi e delle riserve

TracciatoCarpegna – Convento di Montefiorentino – Frontino – Pietrarubbia – Macerata Feltria – Montecerignone – Montecopiolo – San Leo – Verucchio – San Marino (Borgo ospite internazionale) – Monte Grimano Terme – Mercatino Conca – Montefiore Conca – Tavoleto – Mondaino – Montegridolfo – Saludecio – San Giovanni in Marignano – Gradara

  • 4 giorni / 3 notti
  • 150 km
  • Collina e media montagna
  • In autoIn motoIn biciA piedi

La Riviera d’Altura

Mare, borghi e faggete del Ponente Ligure

La Riviera d’Altura lascia il mare senza mai abbandonarlo veramente: da Cervo, in Piazza dei Corallini, a Finalborgo, la costa del Ponente ligure si fa entroterra a poco a poco. Il tracciato segue la fascia costiera tra Capo Mele, Laigueglia e Alassio, poi risale la Val Neva fra uliveti di Taggiasca, terrazzamenti e borghi di pietra (Zuccarello, Castelvecchio di Rocca Barbena, Castelbianco), per salire ai boschi di Bardineto e Calizzano, la cui faggeta, oltre 3.000 ettari, è tra le più estese d’Europa, e al Colle di Melogno. Ridiscende per Verezzi, Finalborgo e l’altopiano carsico delle Manie, con la deviazione per Noli e la sua storia di repubblica marinara. Il percorso unisce sette Borghi più belli d’Italia, il Santuario Pelagos e i fondali protetti di Capo Mele, la Ciclovia Tirrenica e l’Alta Via dei Monti Liguri, con festival di musica e di teatro che animano tutto l’anno. Olio di oliva Taggiasca, Pigato, Vermentino e una cucina di mare e di monte danno sapore a un viaggio possibile in ogni stagione. La scheda del Comitato scientifico gli attribuisce 169 punti su 201, ben oltre la soglia di certificazione (134).

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (Ciclovia Tirrenica, altopiano delle Manie per la MTB); a piedi (Alta Via dei Monti Liguri, sentieri collinari); anche con formula treno + bici

TracciatoCervo – Capo Mele – Laigueglia – Alassio – Strada panoramica San Bernardo – Madonna della Guardia – Caso (deviazione santuario Madonna della Guardia) – Villanova d’Albenga – Cisano sul Neva – Martinetto – Colletta di Castelbianco – Zuccarello – Castelvecchio di Rocca Barbena – Bardineto – Calizzano – Colle di Melogno – Canovo – Gorra – Verezzi – Finalborgo – altopiano delle Manie – Voze – Noli

  • 4 giorni / 3 notti
  • 133 km
  • Mare, collina e montagna
  • In autoIn motoIn biciA piedi

I colori del vento nel grano

Aree rurali dell’Alta Irpinia

I colori del vento nel grano è la strada dell’Alta Irpinia, dove l’Appennino campano si apre in altopiani di cereali, boschi e valli solcate dall’Ofanto e dal Calore. In 112 km il tracciato collega Frigento, Gesualdo, Paternopoli, Montella, Nusco, Sant’Angelo dei Lombardi, Guardia Lombardi, Bisaccia, Aquilonia e Monteverde: borghi d’altura, castelli e abbazie, come il castello di Gesualdo, legato al principe musicista, e l’abbazia del Goleto. La strada tocca aree di valore naturalistico come il lago di Conza, il Bosco di Monticchio, i boschi dei Monti Picentini e la Mefite della Valle d’Ansanto, già nota ai Romani e cantata da Virgilio. Il paesaggio muta con le stagioni, dal verde del grano in primavera all’oro dell’estate, e la cultura materiale gli risponde: pane e pasta di grano, castagne di Montella, vini come Aglianico, Greco e Fiano. La memoria della ricostruzione dopo il sisma del 1980 e il lavoro di comunità piccole, ospitali e poco battute fanno di questo un viaggio lento, adatto alla stagione del raccolto come a quella dei boschi d’autunno.

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (anche a pedalata assistita, con dislivelli moderati ma continui); a piedi nei boschi e nelle aree naturalistiche

TracciatoFrigento – Gesualdo – Paternopoli – Castelfranci – Cassano – Montella – Bagnoli – Nusco – Torella dei Lombardi – Sant’Angelo dei Lombardi – Rocca San Felice – Guardia Lombardi – Bisaccia – Aquilonia – Monteverde

  • 3 giorni / 2 notti
  • 112 km
  • Collina interna e media montagna
  • In autoIn motoIn biciA piedi

La Via dei Trulli e delle Masserie

Da Monopoli a Ostuni per la Valle d’Itria

La Via dei Trulli e delle Masserie lascia il mare di Monopoli e sale, in 130 km, all’altopiano carsico della Murgia dei Trulli, per concludersi a Ostuni attraverso la Valle d’Itria, paesaggio rurale storico dove la pietra è insieme casa, confine e scrittura. Il tracciato tocca Polignano a Mare, con la memoria di Domenico Modugno e il museo dedicato a Pino Pascali, e Conversano, con il castello e la cattedrale romanica; scende nelle Grotte di Castellana, scoperte nel 1938, e raggiunge Locorotondo e Cisternino, entrambi Borghi più belli d’Italia, con le deviazioni per Alberobello, i cui trulli sono patrimonio UNESCO dal 1996, e per Martina Franca, capitale del barocco pugliese e sede del Festival della Valle d’Itria. A Ostuni, la Città Bianca, il territorio custodisce la sepoltura di Delia, giovane donna in attesa di un figlio, vissuta oltre venticinquemila anni fa. Muretti a secco, masserie come Lamafico e Carbonelli, lame e gravine raccontano un sapere contadino che l’UNESCO ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità. Il paesaggio comprende il Parco delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, il Bosco delle Pianelle, il sistema carsico di Castellana e gli uliveti secolari della Piana di Ostuni. In tavola olio, capocollo di Martina Franca, bombette di Cisternino, orecchiette e i vini bianchi di Locorotondo e di Martina; l’ospitalità vive soprattutto nelle masserie, nei trulli restaurati e nei borghi. È una strada che si percorre piano, perché tutto, qui, è fatto di pietra posata a mano.

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (dislivelli moderati, adatta anche alla pedalata assistita); a piedi nei sentieri delle lame e del Bosco delle Pianelle; anche con formula treno + bici sulla linea delle Ferrovie del Sud Est

TracciatoMonopoli – Masseria Lamafico – Polignano a Mare – San Vito – Masseria Carbonelli – Conversano – Torre Castiglione – Torre Nuova – Castellana Grotte – SP 146 (via Gorgofreddo, Impalata, Santa Lucia) – Selva di Fasano – Parco Tallinaio – Locorotondo (con deviazioni per Alberobello e Martina Franca) – Cisternino – Ostuni

  • 3 giorni / 2 notti
  • 130 km
  • Collina e altopiano carsico
  • In autoIn motoIn biciA piedi

L’Alta Via della Sila Meridionale

Dai castelli del Marchesato ai borghi del Tirreno

L’Alta Via della Sila Meridionale unisce in 178 km la Calabria dei castelli e quella dei monasteri, il Marchesato di Crotone e il Tirreno, passando per l’altopiano silano. Parte da Santa Severina, borgo bizantino e normanno con il castello e uno dei battisteri più antichi della regione, e da Caccuri, dove il castello dei Cavalcanti guarda le colline del Marchesato, e sale a San Giovanni in Fiore, dove alla fine del XII secolo l’abate Gioacchino fondò l’abbazia florense e che Dante, nel Paradiso, ricorda come «il calavrese abate Giovacchino / di spirito profetico dotato». La cultura è qui anche mestiere: il Museo demologico racconta la civiltà pastorale silana, i telai tessono coperte e tappeti, e la presentosa, gioiello d’oro che si dona in pegno d’amore, custodisce un rito antico. Più in alto il tracciato costeggia i laghi Ampollino e Arvo, nati nel Novecento tra pini larici e faggete, nel Parco Nazionale della Sila, riserva della biosfera UNESCO; poi, per Colosimi, scende verso il mare ad Aiello Calabro e a Fiumefreddo Bruzio, borghi d’altura affacciati sul Tirreno. Quattro i Borghi più belli d’Italia lungo la strada. Patata della Sila IGP, caciocavallo silano DOP, funghi, salumi e dolci di casa fanno da tavola a un’ospitalità diffusa fra agriturismi, alberghi di montagna e case di borgo, viva dall’estate agli sport invernali. È una strada che sale verso il silenzio degli altipiani e scende verso la luce del mare, tenendo insieme, come l’abate Gioacchino, la profezia e la terra.

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (percorso lungo e impegnativo, meglio a pedalata assistita; MTB sulle strade forestali); a piedi nei sentieri del Parco Nazionale della Sila e lungo il Sentiero Italia

TracciatoSanta Severina – Caccuri – San Giovanni in Fiore – Lago Ampollino – Lago Arvo – Colosimi – Aiello Calabro – Fiumefreddo Bruzio

  • 4 giorni / 3 notti
  • 178 km
  • Media montagna silana
  • In autoIn motoIn biciA piedi

Le Crete Senesi

Cipressi, borghi e paesaggi tra Val d’Orcia e Valdichiana

Dal biancore delle crete di Asciano ai cipressi della Val d’Orcia, la strada attraversa in 125 km il paesaggio che l’Italia ha consegnato all’immaginario europeo: una Val d’Orcia iscritta nel patrimonio UNESCO nel 2004, dove l’agricoltura è diventata composizione. Il tracciato parte da Asciano, per strade bianche come quella del Pecorile, con l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore a breve distanza; passa da Buonconvento, borgo murato che ospita il Museo della Mezzadria senese, e da Montalcino, con la fortezza e, poco lontano, la romanica Sant’Antimo; segue la Francigena a San Quirico d’Orcia e a Castiglione d’Orcia, sotto la Rocca a Tentennano; arriva a Pienza, la città ideale che Pio II Piccolomini affidò a Bernardo Rossellino, e a Monticchiello, dove dal 1967 il Teatro Povero mette in scena la memoria del paese. Alla Foce il giardino di Cecil Pinsent ricorda Iris Origo e la sua «Guerra in Val d’Orcia»; a Montepulciano il tempio di San Biagio e il Cantiere internazionale d’arte; a Cetona il Museo della Preistoria; a San Casciano dei Bagni, infine, le acque calde che nel 2022 hanno restituito bronzi etruschi e romani. Pecorino di Pienza, cinta senese, pici, olio, Brunello, Vino Nobile e Orcia animano una ricettività capillare fra agriturismi, poderi e borghi, viva in ogni stagione. È un paesaggio che si legge come un testo scritto da secoli, parola per parola, collina dopo collina.

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (strade bianche e saliscendi continui, consigliata la pedalata assistita); a piedi lungo la Via Francigena e nei sentieri della Val d’Orcia

TracciatoAsciano (Baccoleno, Strada del Pecorile) – Buonconvento – Montalcino – San Quirico d’Orcia – Castiglione d’Orcia (Poggio Covili) – Pienza – Monticchiello – La Foce – Montepulciano – Cetona – San Casciano dei Bagni

  • 3 giorni / 2 notti
  • 125 km
  • Collina
  • In autoIn motoIn biciA piedi

La Via del Subasio e del Sagrantino

Uliveti, vigne e borghi d’arte della Valle Umbra

La Via del Subasio e del Sagrantino è la strada in cui la storia dell’arte si compie in un paesaggio. Parte da Santa Maria degli Angeli e da Assisi, dove la Basilica di San Francesco, patrimonio UNESCO, racconta nei cicli di Cimabue, Giotto e Simone Martini la nascita di una lingua figurativa e di una spiritualità; la variante per Spello, da Collepino, porta ai Pinturicchio della cappella Baglioni e alle infiorate del Corpus Domini. Seguono Torgiano, con i musei del Vino e dell’Olivo e dell’Olio, Deruta, capitale della maiolica, e Bettona, borgo etrusco e romano con la sua pinacoteca; poi Cannara, legata alla tradizione del sermone di Francesco agli uccelli, Bevagna, dove ogni giugno il Mercato delle Gaite fa rivivere le arti medievali, Montefalco, con il ciclo di Benozzo Gozzoli e la «ringhiera dell’Umbria», e Trevi, sopra il mare d’ulivi, con la pinacoteca e il Museo della Civiltà dell’Ulivo. Sette Borghi più belli d’Italia, uniti dalla lunga trama di uliveti e di vigne che dal Subasio scende alla valle. L’olio extravergine, il Sagrantino di Montefalco, il Torgiano Rosso Riserva, la cipolla di Cannara e il sedano nero di Trevi compongono una tavola profondamente legata al calendario delle feste e dei santi. Il Parco regionale del Monte Subasio e una ricettività distribuita fra agriturismi, case di borgo e conventi rendono il viaggio possibile in ogni stagione. È una strada in cui il paesaggio, come negli affreschi, ha imparato a parlare con la santità dell’esistenza.

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (valle in gran parte pianeggiante, con salite al Subasio e a Montefalco; ciclovia Assisi–Spoleto); a piedi nei sentieri francescani del Monte Subasio

TracciatoAssisi Santa Maria degli Angeli – Assisi centro storico – (deviazione panoramica per Costa di Trex – Collepino – Spello) – Brufa – Torgiano – Deruta – Bettona – Cerreto – Collemancio – Cannara – Bevagna – Montefalco – Trevi

  • 3 giorni / 2 notti
  • 98 km
  • Collina e piana
  • In autoIn motoIn biciA piedi

Le Terre del Tufo

Borghi di rupe tra Orvieto e il lago di Bolsena

Le Terre del Tufo sono il racconto di una pietra: tenera da scavare, resistente da abitare, color miele quando la luce la sfiora. La strada parte da Orvieto, sulla rupe, con il Duomo, la cappella di San Brizio affrescata da Luca Signorelli, il Pozzo di San Patrizio e la necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo, e arriva a Bolsena, sul maggiore lago vulcanico d’Europa, dove il miracolo del 1263 ispirò la festa del Corpus Domini e il Duomo orvietano che ne custodisce la reliquia. La deviazione per Civita di Bagnoregio, la «città che muore», raggiungibile solo a piedi, porta nel luogo dove l’erosione è diventata poesia. Il tracciato prosegue per Gradoli, con il Palazzo Farnese e l’Aleatico, per Latera, dentro la caldera di un antico vulcano, e per Capodimonte, affacciata sull’isola Bisentina; a Montefiascone, sulla Francigena, la Rocca dei Papi e San Flaviano, dove riposa il prelato dell’«Est! Est!! Est!!!», precedono Vitorchiano, borgo di peperino con il monastero trappista di Valserena, il Sacro Bosco di Bomarzo, giardino manierista di mostri voluto da Vicino Orsini, Bassano in Teverina e infine Orte, sul Tevere. Tre i Borghi più belli d’Italia lungo il percorso. Coregone e lattarini del lago, olio, Orvieto Classico, Est! Est!! Est!!! e Aleatico compongono una tavola di acqua e di vulcano, mentre agriturismi, locande e dimore storiche rendono il soggiorno lento in ogni stagione. È una strada scavata più che costruita, dove la pietra conserva la memoria di chi l’ha lavorata.

Come percorrerlaIn auto e in moto; in bici (anello del lago di Bolsena e tratti della Via Francigena, con saliscendi moderati); a piedi lungo la Francigena e nei sentieri del lago

TracciatoOrvieto – Bolsena (deviazione Civita di Bagnoregio) – Gradoli – Latera – Capodimonte – Montefiascone – Vitorchiano – Bomarzo – Bassano in Teverina – Orte

  • 3 giorni / 2 notti
  • 126 km
  • Collina vulcanica e lago
  • In autoIn motoIn biciA piedi

Il progetto

Le Strade più belle d’Italia è un progetto Italy Discover, finanziato dal Ministero del Turismo, in collaborazione con I Borghi più belli d’Italia.

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